Innanzitutto partiamo dal principio. Beh, non proprio dall'inizio. Dai tempi in cui i nostri antenati,dopo aver raggiunto un minimo di stabilità e sicurezza, si son concessi il lusso di dare un'occhiata a cosa ci fosse d'interessante nella vita oltre al procacciarsi il cibo, procurarsi un riparo dalle intemperie e dagli animali feroci, coprire in qualche modo i loro corpi, troppo fragili per i tempi correnti. Già da un po' l'estro femminile si è assestato a una volta al mese ma le donne hanno imparato a lasciare che il maschio provi a fecondarle ogni volta che si sente in vena (anche se all'epoca il concetto di fecondazione è ben lungi dall'essere stato .... concepito) poichè han compreso che il sesso è buona moneta per comprare la fedeltà di compagni che altrimenti si guarderebbero bene dallo spendere tempo e fatica per cacciare più di quanto strettamente necessario alla propria sopravvivenza. Nel frattempo il cervello della specie continuava ad aumentare di volume e di conseguenza il periodo necessario allo sviluppo nei piccoli dell'indipendenza dalla madre continuava ad allungarsi: Per ricambiare quello che i maschi facevano per loro, le femmine, impedite nella caccia per colpa di una prole sempre più dipendente e sempre più numerosa, contribuivano al benessere del clan aguzzando l'ingegno. Guardandosi intorno alla ricerca di alternative alla solita tigre dai denti a sciabola arrosto, inventarono l'agricoltura -derivata dalla semplice raccolta di specie spontanee- l'allevamento -stufe di rincorrere capre selvatiche per mungerle- la tessitura -le pelli di tigre eran ruvide - la ceramica -per cucinare cibi diversi dalla tigre ci volevan contenitori- e una infinità di tante altre cosette utili. A questo punto abbiam fatto un notevole salto avanti nel tempo. "Perché non partire da quì?" ci si potrebbe giustamente domandare. Perché tutto il periodo or ora esposto è necessario a comprendere il perché della prima spiritualità dell'uomo. La donna era, adesso, la struttura portante della comunità: madre e moglie racchiudeva in se i misteri della nascita e del sesso, nutrice di piccoli e grandi con l'allattamento e la familiarità a procurare e manipolare i cibi, curatrice del male poiché con l'esperienza aveva acquisito la conoscenza delle proprietà officinali delle erbe ed era in grado di curare. Con più tempo a disposizione e meno preoccupazioni per la propria vita dei maschi, che nel frattempo avevano scoperto un bellissimo gioco nuovo da farsi armati il più possibile con maschi di altre comunità, le donne poterono coltivare tanti nuovi interessi e migliorare giorno dopo giorno l'esistenza di tutti. In questi secoli di sviluppo frenetico l'uomo non ha ancora sviluppato quel punto della corteccia cerebrale dove si origina l'orgoglio maschile nei confronti della donna e pur al centro di una società matriarcale è soddisfatto del suo ruolo, è una creatura forte, è libero, non gli manca niente;ed è già stato abituato nell'infanzia ad essere accudito e guidato dalle donne e ad amare e rispettare la madre. Con un ulteriore ingrandimento della materia grigia arriva anche la spiritualità. L'ammirazione dell'essere umano antico si volge necessariamente alle manifestazioni della natura,inspiegabili e magnifiche. Naturalmente tutto ciò che aveva rappresentato dapprima oggetto d'ammirazione ,come il fuoco, il fulmine e simili, ora sono cose più familiari e conosciute e l'adorazione cerca soggetti più degni. Si riconosce nella terra la madre generatrice di ogni cosa, nel sole la luce e il calore che permette la vita, nella luna un ruolo di ciclicità che in qualche oscuro modo ha a che fare con l'altrettanto oscuro ciclo femminile. L'umanità è già discretamente sparpagliata sulla superficie del globo terrestre e tante e varie sono le civiltà cosicché tante e varie le leggende nascenti sull'origine della vita e sulla fisionomia delle divinità di ogni popolo. Unico punto di collegamento -anche se vi hanno insegnato il contrario- il riconoscimento della femminilità del divino. L'origine della vita, l'inizio del mondo, la genesi del cosmo e quanto altro è saltato in testa agli avi è opera di creazione e in quanto tale è opera di una madre. La Madre. La Dea. La Creatrice.
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