Capitolo secondo
Esiste, situata nella corteccia cerebrale, una zona preposta alla spiritualità, un pezzettino di cervello la cui unica funzione è creare in noi l'illusione che esiste un qualcosa che esula da tutto cio che è terreno, qualcosa che non solo permea ogni istante delle nostre vite, ma è la causa diretta delle medesime. Perchè la natura abbia ritenuto necessario dotarcene va ben oltre la mia comprensione, anche se qualche ipotesi la si può sempre azzardare. Viste le caratteristiche di egoismo e violenza gratuita della nostra specie, l'assenza di quella piccola zona potrebbe rendere inclini gli esseri umani a un comportamento contro producente per la sopravvivenza, ovvero: esiste una sola vita, tanto vale godersela il più possibile poco importa se a discapito degli altri, anzi, a spese del mio prossimo mi diverto anche di più; basta riuscire ad eludere la legge. Ecco che allora ha un senso quel pezzettino di dura madre che insinua nei nostri cuori l' esistenza di una legge più grande che è impossibile eludere, che c'è comunque qualcuno che osserva le nostre azioni e le giudica, che prima o poi ci verrà presentato il conto e saremo costretti a pagare ciò che abbiamo fatto. E' sempre quel pezzettino che ci dà la strana consapevolezza di non essere soli anche se spersi nel mezzo del Sahara, che ci fa pensare ad alta voce come se davvero ci fosse qualcuno che può sentire. Ma queste sono solo illazioni. La motivazione che ha spinto Madre Natura a dotare gli esseri umani (e qualche altra specie, ma ne parlerò più avanti) agli albori dell'evoluzione del senso della spiritualità - e sottolineo il senso perchè del sesto e non ultimo dei sensi si tratta- la conosce solo lei, ma visto che mente meravigliosa e complessa essa sia non ho dubbi che avrà avuto i suoi bravi motivi.
Tutto quel che si può affermare è che questo boccone di carne esiste - è stato evidenziato con macchinari sofisticati- ed è più o meno esteso, motivo della maggiore o minore spiritualità dei diversi soggetti. Professarsi atei è mentire a se stessi e agli altri. Al massimo si può, onestamente, ammettere di rifiutare qualunque religione ma nel profondo del cuore (o del cervello,non cavilliamo!) la spiritualità esiste e ci porta a formulare ipotesi sull'origine dell'esistenza, sul motivo della nostra vita e sulla possibilità che in un modo o nell'altro essa non abbia una fine. Tutti più o meno sappiamo come è strutturato l'universo, sappiamo che esistono le stelle e i pianeti; sappiamo come è strutturato il nostro pianeta, sappiamo che esiste il cielo e la terra l'acqua e il fuoco, i vegetali e gli animali ... e basta sennò ci vuole una vita. Quello che non sappiamo è il perché. Certo la scienza ci può dare spiegazioni su ormai quasi tutto ma non può spiegarci perchè il tutto c'è; la scienza ci spiega il funzionamento delle cose ma non può spiegare il perchè della loro esistenza. Capisco che il quesito possa risultare di difficile interpretazione, forse risulterà più comprensibile se per un attimo proverai a immaginare la "non esistenza". Prova a pensare che tutto ciò che esiste, tutto ciò che conosci in realtà non ci sia, che non ci sia niente. Non parlo di un infinito spazio vuoto, perché anche questo sarebbe un qualcosa, parlo del niente, davvero il niente, la non esistenza. Dura, vero? La mente non arriva neanche a concepire un concetto di questa portata. Al massimo si arriva a immaginarsi una nuvola bianca o un immenso spazio oscuro. Interrogarsi sul perché dell'esistenza del tutto ci porta a chiederci "da quando".
L'esistenza ha avuto una origine? La scienza ci spiega la teoria del Big Bang - e sottolineo teoria, nessuno era lì per testimoniare che davvero abbia avuto luogo- dando una spiegazione sommaria del modo in cui il nostro universo ha avuto origine e naturalmente cercare di ricostruire un prima è assolutamente escluso. Ma il tutto,anche ammettendo l'esplosione all'origine non ha avuto origine dal niente. Per le nostre più brillanti menti che si occupano di spiegarci le cose prima c'era una piccolissima massa di energia compressa che racchiudeva in uno spazio infinitesimale tutto ciò che è andato a espandersi per creare l'universo conosciuto. Ma questa aspirina celeste da dove veniva? Pare che si sia formata nella contrazione del precedente universo, in un ciclo infinito di espansione e contrazione. A parte il domandarsi il perché un universo in espansione decida a un dato momento di riavvolgere il nastro e tornare all'origine -ma volendo qualcosa si trova, i buchi neri serviranno pure a qualcosa- una spiegazione simile non ci dà affatto un dato temporale dell'inizio dell'esistenza ma al contrario ci dimostra la sua eternità. Dunque il tutto, almeno per quanto possiamo capire noi è eterno.
Ma di cosa è fatto?
Sempre signora scienza ci dice di energia. Un tempo materia e energia ma ormai è stato appurato che anche la materia è fatta di energia. Dunque energia. Termine ampio che racchiude in realtà tanti e vari tipi di energia, cinetica, termica, elettrica etcc. tutti "sottoprodotti" delle quattro fondamentali sulle quali si basa tutto l'universo e alle quali tutto si piega in genuflessa obbedienza. A mia volta stuzzicata dal suddetto pezzettino di lobo non posso contentarmi della spiegazione nuda e cruda (e anche un tantino carente) poiché non soddisfa il mio bisogno genetico di spiritualità. Dunque, aborrendo la fede per troppa razionalità caratteriale, volgo la mia attenzione -e perché no? Adorazione- all'unica fede che il mio pensiero possa concepire: la mia dea, l'unica possibile, è quella energia di cui tutto è formato che è eterna, e permea e fa parte di ogni cosa come ogni cosa è parte di lei. Con un saltino di immaginazione in più io le attribuisco una forma di energia unica, che come le quattro generano tutte le altre, lei genera le quattro fondamentali. La concepisco come energia-pensiero, pura coscienza,la coscienza che origina ogni altra, la coscienza che col suo canto -siamo fatti di suono, lo sapevi vero?crea il tutto. Io, tu, un albero, un sasso, una goccia d'acqua.....tutti siamo parte dell'infinito, splendido corpo della Dea Madre, la Coscienza Suprema. Questa è la mia divinità.
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