Capitolo terzo:andiamo avanti



Tutto il machiavellico preambolo, si può riassumere in poche semplicissime parole: tutto è parte della Dea, in una simmetria di frattali, ogni parte è uguale al tutto. Si possono fare migliaia di paragoni per dimostrare che ogni cosa ha una comune origine e, pur godendo indubbiamente della propria individualità, ogni cosa, dal microcosmo al macro, appartiene a un unico grande organismo. La nostra natura classificatrice suddivide in classi e generi a seconda della materia, delle dimensioni, della possibilità o meno di rilevare parametri vitali in un corpo (e per corpo si intende qualunque cosa a cui possa essere dato un nome: una rosa, un muro, una stella, una bolla di sapone, un animale ecc.), ma la verità pura e semplice è che tutto è fatto della stessa pasta. C'è poco da arricciare il naso, gli atomi si rincorrono nello stesso modo in te come nei testicoli di un rinoceronte africano, come in una goccia d'acqua, in un pezzo di marmo o di groviera. Nel mondo del infinitamente piccolo se ne fregano delle nostre classificazioni. Qui occorrerebbe evidenziare la simmetria frattale tra il mondo sub atomico e il macrocosmo, ma è cosa che balza nella testa a chiunque e già conosciuta fin dall'antichità. Una volta preso atto che tu e una sedia, una mosca e l'Everest, il pianeta Venere e l'urina del gatto del vicino, e via discorrendo siamo tutti ingredienti ben bene amalgamati di un unico impasto ci si può soffermare serenamente a pensare alle potenzialità che tutto ciò possiede.
Ogni cosa è un frammento della Dea.
Ogni cosa è fatta della stessa sostanza della Dea.
Ogni cosa possiede la stessa energia della Dea.
La Dea è pensiero cosciente.
La Dea è pensiero creativo.
Io sono pensiero cosciente.
Io sono pensiero creativo.
Non saprei come rendere per iscritto il suono di un frammento di pensiero che elabora a livello conscio queste semplici- ma dalle complesse consequenzialità- affermazioni; immagino il suono degli ingranaggi mentali come lo scricchiolio della plastica di un cubo di Rubik girato e rigirato e alla fine di una lunga serie di mosse, tutte apparentemente buone, tutte apparentemente logiche, le facce del cubo sono sempre sbagliate. Perché è confortante pensare di essere, sì una particella, ma dotata della forza dell'intero, è stimolante credere che la nostra vita è nelle nostre mani e possiamo plasmarla nel modo che più ci piace, è bellissimo sentirsi parte di ogni cosa e contemporaneamente unici; ma anche se il filo d'Arianna che abbiamo seguito sembrava lineare e logico, all'altro capo non abbiamo trovato l'uscita, siamo ancora nel labirinto. Perché ci sentiamo comunque piccoli e impotenti, perché le nostre vite ci sembrano difficili e in balia degli eventi, perché per quanto possiamo circondarci di affetti e persone care, sentiamo sempre la solitudine di essere noi stessi racchiusi nella nostra mente e nel nostro corpo: “nasciamo soli e moriamo soli, tutto il resto è un regalo”. Dunque o tutta la premessa è una pia illusione, o c'è qualcosa che ci sfugge. C'è. Siamo noi a vivere le nostre vite, con le nostre azioni, i nostri pensieri, le nostre convinzioni. Siamo noi ad agire su di esse plasmandole con le nostre scelte. Operiamo tali scelte prefiggendoci degli obiettivi che consideriamo ragionevolmente raggiungibili e scartando obiettivi che consideriamo impossibili da ottenere. Siamo noi che decidiamo quali obiettivi siano irragionevoli. Siamo noi che ci poniamo dei limiti. Allora, compreso l'errore, ci armiamo di buona volontà e decidiamo coscientemente di non porre più alcun limite, di credere di potere qualunque cosa. Non è così semplice. Abbiamo alle spalle anni di educazione e secoli di indottrinamento che lavorano come programmi in esecuzione automatica e anche proclamando la nostra completa fiducia combattiamo battaglie già perse in partenza. Ci manca una fiducia vera, una fede totale a volgere la nostra creazione al successo,ci occorre un programma nuovo in grado di annullare i condizionamenti, la nostra “piuma di Dumbo” che ci permetta di riuscire a spiccare un volo che siamo già in grado di compiere. Ma noi ce l'abbiamo già questo fantastico aiuto: il nostro pezzettino di lobo che credevamo inutile! Come ogni bravo manipolatore di coscienze altrui sa bene, fede (e superstizione) sono armi formidabili proprio perché agiscono in automatico non risentendo affatto della critica della coscienza. Rituali religiosi (e superstiziosi) posseggono la capacità della capacità, ovvero, come la piuma di Dumbo, riescono a convincerci di possedere davvero le capacità che davvero già possediamo. Proiettando in essi la forza dell'azione riusciamo a distoglierla da noi stessi, privandola così dell'inevitabilità del fallimento. E spiritualità e superstizioni, assumono un maggior valore e un più forte impatto se possono vantare secoli, millenni di tradizioni e la forza delle eggregore di miliardi di esseri pensanti.
E' ora di darsi alla magia.

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