Una magia millenaria



Notte d'estate di una sera qualunque. Due passi all'aperto, magari un gelato. L'atmosfera è piacevole e non c'è fretta di rientrare. Un giardino lo si trova ovunque, anche in una metropoli. La notte è così luminosa che sembra di essere sotto un enorme lampione. E alzo il naso, verso le stelle. Sono sempre state lì, stelle e luna, chissà perché nessuno si ferma mai un momento a guardarle, son così belle... In alto, tra i puntini luminosi ce n'è uno che sembra muoversi... si, si sta muovendo, dev'essere un aereo, caspita come è alto! E' piccolissimo! E' alto sul serio: sembra passare accanto accanto alla Luna, ma naturalmente è impossibile, la Luna è molto, molto più lontana. Che strano effetto fa, la Luna. A guardarla fissa sembra un buco nel cielo, uno strappo come una virgola nel pesante tessuto nero attraverso il quale si vede la luce che brilla dall'altra parte. Una nuvola grigia le si sta avvicinando piano piano e a naso all'aria resto ad aspettare che lo strappo la ingoi, aspetto di vederla entrare nella luce, attraverso la Luna. Quando la oltrepassa sorrido, la Luna riacquista la sua solidità, l'illusione svanisce. E il gelato finisce. D'un tratto la solitudine diventa pesante, strano stavo benissimo con me stessa fino a qualche minuto prima....Rientro, annotandomi mentalmente una nuova passeggiata in compagnia, una di queste sere: la volta celeste è uno spettacolo da condividere indicando le costellazioni con il dito.
Ed è passato non so quanto tempo la sera in cui mi trovo di nuovo a guardare la luna. Di nuovo sola, di nuovo d'estate, di nuovo per caso. Ma stasera è piena, magnifica, luminosissima. Non ci sono stelle, non si vedono perché sono coperte dalla luce della Luna stessa tranne una, solitaria, piccolina proprio accanto alla sfera bianchissima, il cielo è di un azzurro intenso, un manto di seta azzurra dal chiarore incredibile. Non posso e non voglio distoglierne lo sguardo. La luce si riversa attraverso i miei occhi direttamente nello stomaco dove una miniatura di me, una Ausonia bambina, sussurra uno struggente -“Bentornata”- e sento quanto mi sia mancata quella presenza dolce, rassicurante anche se non ricordo quanto mi sia costato abbandonare i sogni. Quanto tempo fa io parlavo con la Luna ? Perché mai avrò smesso di farlo? Ma la risposta arriva immediata nella mia testa con la voce dolce e materna che ritrovo, riscopro e riconosco subito, come se la conversazione non si fosse mai interrotta -”Perché sei cresciuta”.
Si, è vero, sono cresciuta, e da persona adulta mi rendo conto che la voce che ascolto è solo frutto della mia immaginazione, lo è adesso come lo era tanti anni fa. Sorrido al ricordo che piano riaffiora e riaffiorando mi sorprende, è un po' come sentirsi raccontare cose fatte quando non avevi l'età per poterle ricordare, ma le emozioni non sono più le stesse: sono dentro i ricordi di una bimba sognatrice con tutto il mio bagaglio d'esperienza e disillusione di una vita intera. E ricordo un intero mondo fantastico che immaginavo lassù,tra le stelle, anche se non mi ricordo più le parole per aprire i cancelli di Stragalia, già lo chiamavo proprio così, chissà dove l'avevo sentito... E ricordo il buffone col cappello con le punte e i bubbolini che abitava sui tetti della casa di fronte e le sirene che di notte uscivano dalla vasca con i pesci del giardino al pianterreno, una pozza grande quanto una vasca da bagno e c'erano anche gli gnometti di ceramica con Biancaneve che di sicuro quando nessuno li guardava non se ne potevano certo rimanere fermi e buoni... che bimba stupida che ero, o magari son tutti così i bambini... E c'era lei, la mia fata meravigliosa e dolcissima, con i suoi lunghi capelli neri che a volte le coprivano il volto, avvolta in un mantello azzurro. Ricordo una sera che piangevo, sul terrazzo della mia casa al terzo piano e le chiedevo di non farmi andar via, di fare cambiare idea ai miei genitori perché non volevo traslocare in un'altra casa, in un'altra città.
Adesso la guardo, la mia fata, ricordare non è più divertente anzi, è quasi un fastidio, quella era un'altra vita, non sono io, non più. Immagino quante bambine abbiano passato delle ore con il nasino all'aria -magari facendo preoccupare seriamente i genitori- parlando in silenzio con lei. Non molte credo. Oppure sì, in fondo la Luna esiste da tanto di quel tempo... Caspita, tanto davvero! Lei è lì da prima che l'umanità scendesse dagli alberi. Era già lì ai tempi dei dinosauri. Le mie conoscenze in materia non sono poi così estese, non ho idea se la Luna e la Terra siano nate insieme. Riflettendoci un po' però, è sicuramente antecedente alla vita sulla Terra visto che ne è una diretta responsabile. E' lì da miliardi di anni.. Ha assistito alla nascita della vita. Nella mia testa scorrono in cortometraggi le innumerevoli fantasticherie stoccate nel magazzino delle meraviglie durante ore e ore di letture spese negli anni : la scomparsa di Atlantide, la città di Troia in fiamme, il corpo di Artù che naviga verso Avalon, i giganti che approdano su un isola accesa dai vulcani che un giorno sarà la penisola Italiana e tanti, innumerevoli altri ancora, solo che adesso sono tutti in notturna e una splendida, magica Luna inonda di luce i particolari. La stessa Luna che adesso sto guardando. Lei c'era. E' l'elemento reale di ogni storia fantastica. Lei varca le soglie tra i mondi. Trascina i personaggi, le storie, le vite, dall'una all'altra dimensione e racconta a chi vuole ascoltare.
Selene, Artemide, Diana, Lilith, io non conosco che qualcuno dei tanti nomi con cui sei stata adorata, conosco solo poche delle tante leggende che hai ispirato. Sento il mio legame con te, so che governi il mio corpo, la mia fertilità in un girotondo che unisce ogni femmina di mammifero del pianeta. So che siedi sugli oceani cavalcando le maree e sei tu che dischiudi le uova nel regno di Nettuno. So che poggi i piedini di fata sulla terra e al tuo passaggio la linfa scorre, i semi germogliano, le gemme sbocciano. Scateni la mia vena poetica ma del resto è risaputo che le tue fasi influenzano l'umore. Non c'è creatura che non ti debba la sua esistenza, non c'è cosa che non sia toccata e influenzata dalla tua carezza lieve. Non esiste civiltà che non abbia visto in te una Dea.
C'è poco da inarcare i sopraccigli, signori cattolici, la vergine Maria è avvolta in un manto azzurro punteggiato di stelle, di stelle è fatta la sua cintura e dai suoi piedi spuntano le rose. Ciò che il cristianesimo non riusciva a sopprimere lo inglobava nella sua dottrina nascente. Voi oggi, all'alba del terzo millennio (si fa per dire) senza saperlo rendete omaggio ad una immagine distorta e strumentalizzata della più antica Dea che l'umanità ha avuto da sempre, una brutta copia fra l'altro poiché le divinità lunari sono fertili portatrici di vita, amanti del gioioso e naturale rito dell'accoppiamento, consorti divine dell'astro rappresentante la divinità maschile,il Sole, inneggiano alla femminilità e alla sensualità, quanto di più diverso dalla figura della vergine pura e pia, asessuata e sottomessa. Alzate il naso al plenilunio una di queste sere e rivolgete un ringraziamento all'originale.

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