Conosci te stesso
Frase famosissima, che molti attribuiscono a Socrate, ma in realtà è Socrate che ne è stato illuminato e vi ha articolato intorno la sua dottrina. La frase intera è : "Ti avverto chiunque tu sia, oh tu, che desideri sondare gli arcani della natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi, non potrai trovarlo nemmeno fuori. Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie? In te si trova occulto il tesoro degli Dei, oh uomo, conosci te stesso e conoscerai l'universo e gli Dei" e una sintesi (conosci te stesso) si trovava scolpita sul frontespizio dell'Oracolo di Delfi. Per quanti non sapessero di cosa sto narrando,l'oracolo può essere sia una creatura vivente sia un ente dispensatore di saggi consigli o profezie, naturalmente di natura divina. Quello di Delfi era un imponente complesso, costruito nei pressi della città omonima, sorgente su una non meglio definita (almeno per me) pozza sulfurea di probabile natura vulcanica, i cui vapori procuravano alle Pizie -le sacerdotesse- visioni, delirii, e spesso anche la morte. Al disopra della fessura sedeva la Pizia e ne inalava i vapori pregni di idrocarburi che le procuravano le visioni, aiutati anche dal soffitto ricoperto di frasche d'alloro che al calore dei fumi emanava tutto il suo contributo mantico (se vi viene voglia di mettervi a annusare il gas della bombola o aspirare fumi di alloro, sappiate che lo fate a vostro rischio e pericolo: chiscrive declina ogni responsabilità per le baggianate dei propri lettori)
Al di là di ogni possibile considerazione sull'argomento in se, è obbligo riconoscere a questa frase un valore di verità assoluta: il cammino di ogniuno non può non incrociare presto o tardi la necessità di una profonda introspezione.
Ovviamente, come al solito, tutti siamo certi di essere per noi stessi dei libri aperti, di non avere niente di niente di occulto dentro la testolina o nel cuore o in qualunque altro organo (esclusi magari due calcoli al fegato)e di avere sufficienti conoscenze del proprio corpo, conoscenze acquisite con l'uso regolare e ininterrotto dalla nascita ad oggi.
E ovviamente, come al solito, io affermo il contrario. Sono nata Bastiancontrario, non c'è cura.
Dando per scontato che vogliate concedermi la fiducia (morivo dalla voglia di inserirlo in qualche contesto, se inizio a scrivere: "Mi consenta" preoccupatevi!) iniziamo a vedere come si può fare.
Innanzitutto non sarebbe male cominciare a guardarsi dall'esterno, anche se la vostra immagine riflessa la conoscete a memoria e magari c'è qualcuno che ne farebbe volentieri a meno, ma tanto ce la portiamo appresso ventiquattr'ore su ventiquattro, vederla o meno fa poca differenza. A questo scopo uno specchio e magari una candela sono tutto il necessaire: guardatevi come se non vi conosceste affatto, guardatevi come si guarda un estraneo e cercate di capire che personalità possiede quello sconosciuto che vi sta di fronte. Guardatevi a diverse ore del giorno e con il buio della notte (per questo fa comodo una candela) e se vi piace lavorare un po' di più tenete un quaderno dove scriverete le impressioni che questa "persona sconosciuta" vi ha lasciato alle varie ore del giorno e per più giorni.
Atto secondo: osservate i vostri gesti, la vostra gestualità implica una buona approssimazione di voi stessi, usate il quaderno per annotarvi cosa i vostri gesti lasciano trasparire di voi stessi, questo vi porterà a volte a chiaccherare di politica o recensire un film appena visto con l'immagine riflessa nello specchio, ma se vi siete prima accertati di essere soli in casa la cosa è tranquillamente fattibile. E il fatto di sentirvi un po' ridicoli è anch'esso una spia della vostra interiorità: se vi vergognate con voi stessi cosa mai farete con gli estranei?
Adesso cominciate a scrivere sul quaderno una sorta di curriculum vitae del soggetto, lo stile lo deciderete voi come più vi è congeniale: diario, curriculum, cartella clinica, xfile, cartellina ... quello che vi pare. Metteteci tutto quello che vi riguarda, in sezioni separate: lavoro, famiglia, hobbies, gusti (...), sentimenti, emozioni, ricordi... tutto. Forse un quaderno solo non vi basterà.
Dopo che vi sarete fatti un'idea precisa e scritta di quello che credete di essere buttate tutto alle ortiche... no, no, scherzo. Quello che dovreste fare è attribuire una paternità a ogni sfaccettatura della vostra vita. Esempio: siete sposati . Ricerca: perchè? Cosa ho imparato durante l'infanzia riguardo il matrimonio? Cosa acquisito dall'educazione e cosa vissuto? Quali erano le vostre idee al riguardo? E quelle di vostra madre? E di vostra nonna? Quelle degli insegnanti? Qual'è attualmente la vostra opinione ? E quanta parte di questa opinione è davvero vostra e non un insegnamento inculcato da altri? Siete sposati, ma se non lo foste sarebbe una cosa riprovevole o una liberazione? Ovviamente è un esempio, le sfaccettature della vita sono tante e varie ci vuole tempo per osservarle tutte, specialmente con vero spirito critico e distacco. Pensare a voi stessi come a estranei aiuta comunque.
Ora siete pronti a analizzare le vostre azioni e per azioni intendo tutto quello che fate della vostra vita: lavoro, viaggi, scelte, educational, divertimenti... tutto. Usate lo stesso sistema usato per l'esempio del matrimonio. Ovvio che un simile lavoro su se stessi non si compie in un giorno solo, ci vorrà del tempo, anche molto tempo (ma che vi importa? Non dovete mica darci l'esame) ma alla fine del percorso sarete pronti per una introspezione più profonda, dove comincerete a intravedere e esplorare la vostra parte spirituale e come dice la Pizia : Conoscere gli Dei.
Frase famosissima, che molti attribuiscono a Socrate, ma in realtà è Socrate che ne è stato illuminato e vi ha articolato intorno la sua dottrina. La frase intera è : "Ti avverto chiunque tu sia, oh tu, che desideri sondare gli arcani della natura, se non riuscirai a trovare dentro te stesso ciò che cerchi, non potrai trovarlo nemmeno fuori. Se ignori le meraviglie della tua casa, come pretendi di trovare altre meraviglie? In te si trova occulto il tesoro degli Dei, oh uomo, conosci te stesso e conoscerai l'universo e gli Dei" e una sintesi (conosci te stesso) si trovava scolpita sul frontespizio dell'Oracolo di Delfi. Per quanti non sapessero di cosa sto narrando,l'oracolo può essere sia una creatura vivente sia un ente dispensatore di saggi consigli o profezie, naturalmente di natura divina. Quello di Delfi era un imponente complesso, costruito nei pressi della città omonima, sorgente su una non meglio definita (almeno per me) pozza sulfurea di probabile natura vulcanica, i cui vapori procuravano alle Pizie -le sacerdotesse- visioni, delirii, e spesso anche la morte. Al disopra della fessura sedeva la Pizia e ne inalava i vapori pregni di idrocarburi che le procuravano le visioni, aiutati anche dal soffitto ricoperto di frasche d'alloro che al calore dei fumi emanava tutto il suo contributo mantico (se vi viene voglia di mettervi a annusare il gas della bombola o aspirare fumi di alloro, sappiate che lo fate a vostro rischio e pericolo: chiscrive declina ogni responsabilità per le baggianate dei propri lettori)
Al di là di ogni possibile considerazione sull'argomento in se, è obbligo riconoscere a questa frase un valore di verità assoluta: il cammino di ogniuno non può non incrociare presto o tardi la necessità di una profonda introspezione.
Ovviamente, come al solito, tutti siamo certi di essere per noi stessi dei libri aperti, di non avere niente di niente di occulto dentro la testolina o nel cuore o in qualunque altro organo (esclusi magari due calcoli al fegato)e di avere sufficienti conoscenze del proprio corpo, conoscenze acquisite con l'uso regolare e ininterrotto dalla nascita ad oggi.
E ovviamente, come al solito, io affermo il contrario. Sono nata Bastiancontrario, non c'è cura.
Dando per scontato che vogliate concedermi la fiducia (morivo dalla voglia di inserirlo in qualche contesto, se inizio a scrivere: "Mi consenta" preoccupatevi!) iniziamo a vedere come si può fare.
Innanzitutto non sarebbe male cominciare a guardarsi dall'esterno, anche se la vostra immagine riflessa la conoscete a memoria e magari c'è qualcuno che ne farebbe volentieri a meno, ma tanto ce la portiamo appresso ventiquattr'ore su ventiquattro, vederla o meno fa poca differenza. A questo scopo uno specchio e magari una candela sono tutto il necessaire: guardatevi come se non vi conosceste affatto, guardatevi come si guarda un estraneo e cercate di capire che personalità possiede quello sconosciuto che vi sta di fronte. Guardatevi a diverse ore del giorno e con il buio della notte (per questo fa comodo una candela) e se vi piace lavorare un po' di più tenete un quaderno dove scriverete le impressioni che questa "persona sconosciuta" vi ha lasciato alle varie ore del giorno e per più giorni.
Atto secondo: osservate i vostri gesti, la vostra gestualità implica una buona approssimazione di voi stessi, usate il quaderno per annotarvi cosa i vostri gesti lasciano trasparire di voi stessi, questo vi porterà a volte a chiaccherare di politica o recensire un film appena visto con l'immagine riflessa nello specchio, ma se vi siete prima accertati di essere soli in casa la cosa è tranquillamente fattibile. E il fatto di sentirvi un po' ridicoli è anch'esso una spia della vostra interiorità: se vi vergognate con voi stessi cosa mai farete con gli estranei?
Adesso cominciate a scrivere sul quaderno una sorta di curriculum vitae del soggetto, lo stile lo deciderete voi come più vi è congeniale: diario, curriculum, cartella clinica, xfile, cartellina ... quello che vi pare. Metteteci tutto quello che vi riguarda, in sezioni separate: lavoro, famiglia, hobbies, gusti (...), sentimenti, emozioni, ricordi... tutto. Forse un quaderno solo non vi basterà.
Dopo che vi sarete fatti un'idea precisa e scritta di quello che credete di essere buttate tutto alle ortiche... no, no, scherzo. Quello che dovreste fare è attribuire una paternità a ogni sfaccettatura della vostra vita. Esempio: siete sposati . Ricerca: perchè? Cosa ho imparato durante l'infanzia riguardo il matrimonio? Cosa acquisito dall'educazione e cosa vissuto? Quali erano le vostre idee al riguardo? E quelle di vostra madre? E di vostra nonna? Quelle degli insegnanti? Qual'è attualmente la vostra opinione ? E quanta parte di questa opinione è davvero vostra e non un insegnamento inculcato da altri? Siete sposati, ma se non lo foste sarebbe una cosa riprovevole o una liberazione? Ovviamente è un esempio, le sfaccettature della vita sono tante e varie ci vuole tempo per osservarle tutte, specialmente con vero spirito critico e distacco. Pensare a voi stessi come a estranei aiuta comunque.
Ora siete pronti a analizzare le vostre azioni e per azioni intendo tutto quello che fate della vostra vita: lavoro, viaggi, scelte, educational, divertimenti... tutto. Usate lo stesso sistema usato per l'esempio del matrimonio. Ovvio che un simile lavoro su se stessi non si compie in un giorno solo, ci vorrà del tempo, anche molto tempo (ma che vi importa? Non dovete mica darci l'esame) ma alla fine del percorso sarete pronti per una introspezione più profonda, dove comincerete a intravedere e esplorare la vostra parte spirituale e come dice la Pizia : Conoscere gli Dei.
Nessun commento:
Posta un commento