Tarocchi


Torniamo a parlare di divinazione con uno degli strumenti tra i più conosciuti, usato dagli addetti ai lavori ma anche da semplici amatori e dilettanti vari: I Tarocchi.  Nate come gioco, assunsero funzioni divinatorie solo intorno al XVII secolo.
L'origine delle carte da gioco è stata attribuita all'oriente a causa della cinese paternità di quel tipo di carta ottenuta dal macerato di fibre vegetali che è quello utilizzato ai nostri giorni, ma se si pensa al papiro, alla pergamena, alle cortecce e a tutti i possibili supporti da scrittura usati fin dall'antichità sorge qualche serio dubbio. Comunque ai fini del nostro studio, l'origine del supporto e del gioco stesso sono irrilevanti. Quello che ci interessa sapere è che i nostri annoiati avi, in mancanza di TV si inventavano i più svariati passatempi, tra i quali anche carte da gioco di tutti i tipi (e molti altri ancora di cui vedremo in seguito).   Essendo da sempre insito nell'animo umano l'impulso di lasciar decidere al caso (chi non ha mai lanciato una moneta ?) e il desiderio di conoscere in anticipo quello che il destino ci riserva  (se pesco la tavoletta del grifone ... ritorno da Penelope prima che si svegli ... ovviamente Enea non si era accorto che il mazzo era mancante) la manipolazione delle carte non si è limitata al gioco per le quali sono state inventate ma è divenuta in fretta strumento per interpretare gli dei, il fato e più in generale il futuro.  Esistono molti tipi di carte da gioco e le brave streghe le sanno "leggere" tutte interpretando i segni del destino a seconda di semi e valori. In questa pagina, noialtre streghette principianti, vedremo soltanto le più famose, i Tarocchi di Marsiglia, per il semplice motivo che sono le sole che Stregausonia conosce quel tanto che basta per poterne discutere.    Nonostante il nome, non è la Francia ad avere dato i natali al mazzo, ne possedeva solo il monopolio nella produzione; in realtà molti paesi in Europa se ne attribuiscono la paternità portando a sostegno delle loro rivendicazioni antiche versioni del mazzo e nomi più o meno simili; anche l'Italia avanza le sue pretese con i Tarok, ma questa è  apologia, di sicuramente italiano, se volete essere campanilisti ci sone le Minchiate Fiorentine http://l-pollett.tripod.com/cards17i.htm
Il mazzo si compone di 78 carte : 56 arcani minori su quattro semi - bastoni, spade, coppe, denari- e 22 arcani maggiori numerati dallo 0 al 21. Gli arcani minori sono le effettive carte da gioco, dette anche lame, che comprendono i numeri dall'1 al 10 e quattro figure: fante, cavaliere, regina e re. Gli arcani maggiori, o Trionfi, sono figure allegoriche.
Iniziamo
La prima figura dei Trionfi è il Matto. Nel mio mazzo " Le tarot de Marseille" il Matto ( altresì detto: il Folle, il Misero, il Vagabondo, il Giullare, il Pazzo, il Ciabattino) non ha numero, ma mamma internet mi edotta che ci sono mazzi in cui porta lo zero e altri in cui conta il 22. E' vestito da buffone di corte e questa dovrebbe essere la tenuta classica del personaggio, anche se ormai ne esistono tante e varie versioni in cui non sempre è vestito così. Il Matto delle "origini" è un giullare. O meglio un ex giullare dal momento che tutto l'atteggiamento e le condizioni stesse della figura, ci raccontano che ha decisamente lasciato la reggia probabilmente per darsi alla libertà. Decisione che gli è costata l'agiatezza: i vestiti sono strappati e il bagaglio consiste tutto in un sacchetto appeso a un mestolo che si porta in spalla. Nella mano destra porta un bastone. E' seguito e infastidito da un gatto, che lo spinge e lo morde. Porta un berretto con una piuma infilata. A cercare rimandi alla stregoneria nella figura se ne trovano almeno quattro: il mestolo (andate a leggere Nell'antro di Ausonia alla voce bacchetta) il bastone del mago (idem ma bastone) il gatto, i sonagli (ci arriveremo presto, sono le prossime voce in programma). Il simbolismo del personaggio invece va ricercato nella sua storia personale o almeno in ciò che si può immaginare essere la sua storia: ha rinunciato all'agiata vita di corte dove godeva sicuramente di molti vantaggi e di una certa benevolenza ma dove, anche, era relegato al ruolo di giocattolo per l'altrui divertimento; la sua esistenza gli risultava così intollerabile da scegliere di spezzarne le catene verso la libertà sì, ma anche verso l'ignoto, accettando anche la povertà e la fatica. E' simbolo di cambiamento totale, di nuovo inizio,di follia in senso positivo, il classico colpo di testa che porta a risvolti positivi, voglia di cambiare, stravolgimento totale. Ma è anche incoscienza, mancanza di un obiettivo preciso. In un certo senso presenta caratteristiche tipiche dell'adolescenza: la confusione mentale di chi vuole cambiare ma non sa esattamente come e in cosa.
La carta rovesciata mantiene le sue caratteristiche di cambiamento, ma in senso negativo: lasciare qualcosa per poi pentirsene, desiderare ciò che non si potrà mai avere, follia in senso vero etcc..
Naturalmente non è possibile leggere una singola carta, il significato di ciascuna è dipendente da quelle adiacenti e dalla posizione, dritta o capovolta, ma una prima lettura, in attesa di conoscere anche le altre, la si può sempre accennare:
Amore
 Dritto può significare un nuovo amore o un nuovo inizio in una coppia in crisi
Rovescio un amore malato, succube, o essere legati a una persona che non vale niente ma della quale non riusciamo a vedere i difetti o a liberarcene.
Lavoro:
Dritto: un cambiamento, ottime novità
Rovescio: sconsigliati i colpi di testa, scelte sbagliate che portano a un peggioramento
In generale
Dritto rappresenta la follia geniale, intuizione, ambizione, creatività
Rovescio è la follia nel senso peggiore, ossessione, ambizioni irrealizzabili.


I) Il Mago

Ad una prima occhiata la figura sembra un venditore ambulante anche se la mercanzia esposta sul povero banchino ha un aspetto un po' bizzarro e misero: pochi oggetti scombinati tra loro e dall'aspetto usato. Ma guardando all'ometto nella carta con un po' più d'attenzione lo si riconosce facilmente: il ricciolino in questione è -sì- un mercante di strada ma non vende merci, bensì giochi, scommesse, azzardi. In sostanza un imbroglioncello da gioco delle tre tazzine, anche se di giochetti in mostra sul bancarelle ce ne sono diversi. Sull'origine del nome regna la confusione. Il nome originale è, probabilmente Bateleur, dal francese: giocoliere; in italiano è divenuto Bagatto, derivante da bagatella ovvero sciocchezza, cosa da niente e solo in un secondo tempo è diventato il Mago ma qualche manuale lo chiama anche con i nomi di Alchimista e Artigiano.  E' raffigurato da un giovane vestito in modo sfarzoso e con un grande cappello, dietro a una bancarella attrezzata con su gli attrezzi del mestiere di ciarlatano di strada: dadi, monete, palline, e altri ammennicoli non facilmente classificabili. A guardare meglio, sul banco si possono notare i rimandi a tutti e quattro gli elementi (gli stessi rimandi ovviamente che hanno i quattro semi del mazzo) : una coppa, dei denari, una lama, mentre il bastone -quando non è sul banco- può essere immaginato nella bacchetta che tiene in mano. Il cappello enorme che porta ha sempre la forma di un otto disteso a rappresentazione dell'infinito, se il riferimento sia a ciò che stà dentro la testa del soggetto, nel suo essere o in ciò che rappresenta o altrove, non è facilmente comprensibile. I piedi guardano in direzioni opposte e nelle versioni più fedeli agli originali sono addirittura rivolti uno in avanti e l'altro indietro, dovrà bene rappresentare qualcosa! Anche lo sguardo ha una sua peculiarità: guarda altrove, non è ciò che ha sul banco o il suo cliente-pollo-da-spennare che gli interessa, ma qualcosa al di fuori del contesto; ci indica di guardare oltre le apparenze.
Per chi interpreta i tarocchi come la narrazione di un viaggio spirituale (non ve ne avevo parlato? Si vede che per adesso non vi è necessario, ci torneremo in seguito) il Mago rappresenta l'inizio del viaggio, la coscienza neonata che si accinge ad apprendere. Per chi li legge in chiave alchemica (no, non avevamo accennato nemmeno a questo, tranquilli ci arriveremo .... un giorno..) è l'apprendista. Che altro dire? E' un giocolatore che propone azzardi ma ci indica che è anche qualcosa di più e di molto diverso, i suoi "giochi" sono in realtà conoscenze superiori da scoprire e coltivare.
La simbologia più ovvia è, naturalmente, destrezza, astuzia, capacità d'inganno, controllo totale della situazione; questi sono tutti attributi classici di ogni bravo prestigiatore, dunque facili da ricordare e tutti possibili da applicare alla lettura, naturalmente sempre tenendo conto delle carte nel contesto e del quesito del consultante. Poi ci sono le interpretazioni un pochino meno intuitive che sono legate alla sua doppia (per non dire quadrupla, sennò vi spaventate) natura. Per memorizzare tutti i possibili significati è utile associarli alle peculiarità della figura, dunque dirò che: in quanto apprendista mago possiede caparbietà, forza di volonta, ambizione; impugna la bacchetta che il matto teneva solo appoggiata sulla spalla, ha scelto di prendere in mano la situazione; ha volontà di creazione e gli strumenti per concretizzarla. In quanto primo passo del cammino filosofico è comunque "inizio" ma anche risveglio della coscienza. Nel ruolo di apprendista alchimista troviamo di nuovo "inizio" e stavolta conoscenza occulta. E' una carta generalmente positiva ma se accompagnato da carte sfavorevoli assume altri significati. Capovolto, esaspera tutte le sue caratteristiche volgendole al peggio, ad esempio l'esuberanza diviene arroganza, il desiderio di conoscenza diventa ossessione e via di seguito.


 II) La papessa

L'arcano maggiore numero due rappresenta una donna,vestita con abito da sacerdote e con in testa la tiara papale. In altri mazzi ha un aspetto magnifico, nei tarocchi di marsiglia ci vuole immaginazione per riconoscere nella figura tratti femminili. In realtà l'unico indizio è il nome : La papesse, la papessa, dunque donna. Una donna che ricopre una carica che non è mai stata ricoperta da una donna. Donna nel ruolo di sommo sacerdote, donna detentrice del sapere mistico, dunque una sacerdotessa. La papessa siede su un trono, dietro di lei un velo, tra le mani un libro aperto del quale ci indica un brano. Il riferimento all'antica religione è lampante: nel culto della dea è una donna il sommo officiante, e il libro che tiene tra le mani può rappresentare sia un testo sacro che il grimorio; il velo dietro di lei la occulta al mondo: occorre alzare il velo per conoscere la verità.  Indicativi anche il manto azzurro -simbolo della Madre- e la veste rossa, che nel sacerdozio viene usata nelle festività solenni ad indicare il dono dello spirito e il sacrificio. In alcuni mazzi porta due chiavi, e su queste ogni manuale dice la sua, ovviamente la chiave si presta a molte .... chiavi di lettura (ha ha ha). Ovviamente a questo punto siete perfettamente in grado di capire da soli cosa indica la carta in fase di lettura: Conoscenza, spiritualità, introspezione, ricerca della conoscienza in se e negli altri, è uno scoglio da superare per arrivare alla verità, crescita interiore etcc etcc... Come sempre queste sono linee guida per conoscere la carta ma ovviamente in lettura può assumere significati più sfumati a seconda sia del quesito sia delle carte a cui si associa sia alla personalità del consultante; ad esempio se il consulto è per questioni di cuore -mettiamo un rapporto coniugale che non va molto bene- può rappresentare incapacità di esternare sentimenti, ma anche mancanza di passionalità ( magari la consultante è una donna di troppa fede incapace di vivere la passione) se il consultante è uomo può essere una esortazione a comprendere la propria compagna ma può rappresentare anche fisicamente un'altra donna che gli è vicina, la madre, una sorella, un'amica. Io non interpreto le carte al contrario come il loro negativo ma a seconda del contesto, dunque, sempre come esempio spicciolo, se la Papessa accompagna capovolta la carta del consultante o quella che rappresenta il suo compagno/a  ci sono buone probabilità che ci sia una amante ( stiamo parlando sempre di consulto per amore) o qualcuno che mira a esserlo. In definitiva è sempre un invito ad aprire gli occhi, guardare oltre le apparenze, guardare da nuovi punti di vista, cercare la verità.

III) L'Imperatrice è la quarta figura degli Arcani Maggiori. Rappresenta, appunto, una donna di potere seduta sul trono con in testa una corona; nella mano sinistra tiene lo scettro sormontato dal globo crucigero, con la sinistra abraccia uno scudo con l'aquila araldica (volta verso sinistra) rossa in campo oro. Come al solito, ogni particolare è simbolico. Lo scettro è naturalmente simbolo di potere, potere su tutto il mondo grazie alla presenza  del globo, anche se sottomesso alla fede cristiana. Occorre ricordare che questa versione delle carte ha origini medioevali e all'epoca non si concepiva un potere più grande ne indipendente dalla Chiesa. L'aquila rappresenta il potere imperiale e, in particolare di questi colori denotava un valore particolare, grande coraggio, generosità di pensiero, amore per la verità e rispetto per la virtù. Il colore degli abiti, veste rossa e manto blu, pur non possedendo un significato implicito, è speculare al colore degli abiti dell'Imperatore, così come l'aquila araldica sullo scudo dello stesso, che volge il capo verso sinistra, e lo scettro col globo crucigero tenuto nella mano destra; tutti particolari che indicano la complementarietà di queste due figure. Da notare, anche se controversa, la particolare forma del trono che sembra dare un aspetto alato alla figura. 
E' una figura che possiede un suo significato anche da sola, ma assume una maggiore valenza quando "esce" insieme al suo corrispondente maschile. Insieme rappresentano (ovvio) l'uomo e la donna, il maschile e il femminino, sono lo yin yang dei tarocchi. Ci sono altre due coppie di figure nel mazzo ma il loro significato è diverso. I coniugi reali sono l'uomo e la donna padroni del mondo e della vita, artefici del proprio destino, simboli di unione sacra e fertilità sia fisica che spirituale. In chiave pagana sono lo specchio dell'unione divina. 
Da sola dunque, pur possedendo implicita la caratteristica di potere che è la più ovvia ed evidente, possiede anche tutte le caratteristiche di donna forte e vitale,  idee, desideri, sentimenti trovano nell'imperatrice la forza della creatività, della sensibilità, dell'intuito  femminile. In quanto donna forte e sicura di se, non teme la sessualità, non ha inutili tabù dunque può rappresentare anche sensualità e passione.
In lettura influenza positivamente il responso dona dinamismo energia e chiarezza è indice di successo. La si può interpretare facilmente quando esce al contrario immaginando il venir meno di tutte le sue qualità e volgendole al contrario, trasformando la donna forte, sicura, intelligente in una donnetta meschina misera invidiosa. Può assumere un significato negativo anche dritta però se preceduta nel gioco dal suo consorte : per comprendere basta affiancare le due carte in modo che siano voltate una verso l'altra e provare poi a metterle al contrario; l'immagine che se ne ricava è prima di un affiatamento speculare, poi di un allontanamento gelido che fa pensare a un divorzio. Ma per sviluppare letture complesse è ancora presto. Per adesso meditiamo sulle singole figure, prendiamoci confidenza e lasciamo che ci parlino un po' di se. 


   










                                                                                                                              

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