Spiccioli

In home ho premesso che nel sito non ci sarebbero state istruzioni per rituali. I motivi di questa decisione sono semplici e intuitivi: innanzitutto i rituali sono creazioni personali e in quanto tali devono essere frutto della creatività e della fantasia di ognuno e il significato attribuito a gesti, parole e azioni deve scaturire dalla sensibilità personale anche se naturalmente, a seconda della tradizione cui ci si relaziona ci sono alcune “regole standard” ma non è obbligatorio seguire una qualche tradizione; in secondo luogo ogni strega che si rispetti compila il suo Grimorio personale (non necessariamente in modo materiale, ma tenere un diario può rivelarsi molto utile) con la propria esperienza, sbagliando e riprovando e pagando di tasca propria e questo è il solo modo di trovare quello che più si addice a ciascuno, cioè scoprire le proprie capacità e i propri limiti per poterli sfruttare al meglio. In magia, come nella scuola, copiare gli altri non serve a niente, se si vuole davvero riuscire, se si vuole davvero imparare occorre farsi da se i propri compiti e servono molti, molti esercizi. Terzo, ma non ultimo, anche Ausonia ha una reputazione da difendere e intimità da far restare tali. In questa pagina dunque non troverete la ricetta per l'eterna giovinezza (per quella sto valutando le numerose offerte) o la formula per affascinare il marito della vostra più cara amica (sono sopraffatta dalle e-mail) o il rituale completo di dettagli per vincere il primo premio della lotteria, ma piccoli “giochini” utili per risvegliare la streghetta che sonnecchia nel vostro intimo e per cominciare a capire quale direzione volete dare alla vostra arte.

Avvertenza : la parte omessa di ogni “spicciolo” è la parte rituale personale che, come premesso dovrete o inventarvi da soli, o seguire secondo la vostra tradizione, parlo di cose come candele, cerchi, disposizione degli elementi, uso di invocazioni e strumenti. Se di tutto ciò siete digiuni limitatevi ad accendere una candela e meditarci sopra finché non sentirete di essere in comunione con la vostra parte più spirituale, del resto ve l'hanno fatto fare per anni al catechismo, a messa, al cimitero, siete sicuramente in grado di raggiungere uno stato mentale simile alla preghiera.

Dal Grimorio 1 di Ausonia:
 

Il fagiolo di Giacomino

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 Prendete un bel fagiolone bianco di Spagna, meglio se sgranato a mano personalmente con le vostre manine, compratene pure un paio di kg, quelli in più li potete mangiare, sono commestibili e sgranare fagioli con le mani lascia lavorare la testa. Quando avrete scelto il predestinato e messo a bollire gli altri (omissis) Prendete quindi il vostro microincantesimo e scriveteci sopra con una biro o un pennarellino indelebile a punta fine(nel secondo caso evitate di scrivere sull'occhio perché la vernice seccando forma una pellicola dura)quello che è il vostro desiderio; ricordatevi che è solo un fagiolo, non una magica mandragora perciò cercate di volare bassi. Scrivete solo al positivo e non la negazione di un negativo, cioè se ad esempio il vostro desiderio è frenare la caduta dei capelli non scrivete: “Basta capelli cadenti” ma scrivete: “Capelli sani e forti”per evitare il rischio che germogli solo parte della frase,tipo “Basta capelli” o “Capelli cadenti”. (omissis) cercando di visualizzare la pianta che cresce e raggiunge le nuvole come nella famosa favola. In cima alle nuvole, anziché il castello dell'orco, dovreste riuscire a visualizzare il vostro intento realizzato, cercate di visualizzare quanti più dettagli possibile, compreso -anzi soprattutto- il vostro stato d'animo a incanto riuscito. Adesso seminate il fagiolo. Potete metterlo in semplice ovatta bagnata e germoglierà comunque ma se potete fornirgli un vasetto con della terra l'effetto sarà migliore e più duraturo e la piantina sopravviverà più a lungo. Fornitegli acqua e luce nelle giuste dosi e non andate a scalzarlo ogni giorno per vederne i progressi. Una volta che sarà spuntato e cresciuto fornitegli il sostegno che gli sarà necessario e lo vedrete mettere fiori (bellissimi tra l'altro, piccole orchidee in miniatura) e trasformarli in baccelli. Col tempo seccherà e nei baccelli ci saranno altri fagioli, che potrete mettere via in un sacchetto di stoffa per utilizzarli per altri incanti , che avranno un potere magico maggiore e potrete usare per desideri un po' più complessi. Tenete il tutto, nei limiti del possibile, bene in vista per ricordarvi ogni giorno di ciò che avete seminato senza farlo diventare una ossessione. Non state sempre lì a chiedervi quando il vostro desiderio si realizzerà, ma potete tornare con la fantasia al luogo sopra le nuvole ogni volta che vorrete. Fatemi sapere.


Stasera uno spicciolino piccino picciò, giusto un due centesimi.

Dal ricettario magico di Stregausonia:

Colazione sumisura

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Non lasciatevi ingannare dal titolo, non è una ricetta culinaria, anche se niente vi impedisce di sfoggiare al meglio le vostre capacità ai fornelli anche in questo contesto. L'incanto parte dalla necessità contingente, ovvero da ciò che vi preme al momento. Mi spiego meglio. E' la mattina di una interrogazione: quello che vi serve è una buona dose di concentrazione o di memoria (se avete studiato, altrimenti vi serve una fetta di culo). Avete un colloquio per un lavoro: potrebbe farvi comodo un po' di sicurezza aggiuntiva o facilità di espressione. Primo appuntamento: una ritoccatina al fascino non guasta. Avete le mani bucate e state per uscire con la vostra amica che insiste per andare a fare shopping in centro: vi servono autocontrollo e parsimonia o magari una dose di faccia tosta per inventarvi una balla.
Insomma, vi serve una qualche qualità che non siete sicuri di possedere o di saper padroneggiare. Ed ecco entrare in campo la forza magica. Ciò che vi serve potete cucinarlo e mangiarvelo. E' mangia simpatica (non nel senso di divertente) si acquisiscono determinate qualità attraverso il cibo, non però del genere:"mangiare il fegato rende coraggiosi". Il cibo magico dovete prepararvelo da soli e sarete voi a scegliere e mescolare gli ingredienti nella vostra personale ricetta. La mia ricettina di oggi, tanto a titolo esemplificativo, erano frittelle di simpatia; i motivi per cui dovessi risultare necessariamente simpatica sono personali e anche un po' noiosi e ve li risparmio, quello che può interessarvi è che non ero molto certa di riuscire simpatica alle persone che mi accingevo ad incontrare anzi, ero quasi sicura che avrebbero nutrito una antipatia "a pelle" tanto sono dissimili e contrastanti i nostri caratteri. Ho dunque messo in atto il mio solito rituale (quello che non conoscerete mai)
poi ho preso gli ingredienti: uova di anatra (le ho nel pollaio, per me è semplice, voi usate quello che vi pare) perché son più rosse e simpatiche di quelle di gallina, un paio di cucchiai di farina (sennò come vengono delle frittelle?) un pizzichino di zafferano di cui non amo particolarmente il sapore ma il colore tende al simpatico, noce moscata e semi di sesamo (a me ha sempre fatto simpatia, contrariamente al papavero che mi dà l'idea di serietà) un cucchiaino di miele per risultare più dolce di quanto non sia.  Invece del latte ho usato l'alchermes. Le frittelle che ne son venute fuori rasentavano l'immangiabile ma c'è da dire a onor del vero che non sono una cuoca da cinque stelle in ogni caso. Ne ho trangugiate un paio e ho sentito immediatamente che non ci sarebbe stata persona al mondo in grado di trovarmi antipatica, ma per buona misura (e anche perché avevo ancora fame e le frittelle facevano davvero schifo) ho scritto su alcune fette biscottate col miele la parola "simpatia" e ho finito la colazione in modo classico.  Superfluo dire che sono andata al mio incontro carica di energia e fiducia in me stessa, sicura di emanare simpatia da tutti i pori e ovviamente, con un simile stato d'animo mi è stato impossibile fallire.
Potete sbizzarrivi con tutte le ricette che volete o semplicemente scrivere l'intento su una fettina di pane con la Nutella (anche se è meno facile di quello che si può pensare) l'importante è che, mentre preparate il vostro boccone di qualità aggiunta sentiate di riversarvi dentro proprio ciò che vi serve, da dovunque lo stiate attingendo, e che mentre mangiate sentiate il vostro stomaco riempirsi di quella qualità e poi la ascoltiate diffondersi per tutto il corpo e trasparire dai vostri atteggiamenti e dalle vostre espressioni.
Buon appetito!

Spicciolino di Ognissanti

In verità questo è uno spicciolino per la sera della vigilia, quella che ormai per tutti è la notte di Halloween, ma le vecchie stregacce della mia infanzia vestivano i cenci di magare la sera della vigilia ed era la "notte di Ognissanti" poi l'indomani si rivestivano da beghine e andavano a messa come di precetto, dopo aver preparato il pranzo con qualche specialità d'obbligo, i tortelli di zucca, le ossa di morto (ma da noi si facevano con l'impasto dei quaresimali) il pan di ramerino a tre trecce. Ecco lo spicciolo: Preparatevi come al vostro solito, io compirò i miei preliminari voi fatevi i vostri. Una volta pronte e pronto il piano di lavoro procuratevi delle caramelle (ebbene sì, anche stavolta si mangia) e una bella scatola che le possa contenere. Meglio sarebbe farsele da sole, sia le caramelle sia la scatola, ma in questi tempi frenetici non tutte hanno il tempo o la voglia o la capacità. Sia che ve le facciate da sole sia che usiate chicche già pronte procurate di lavorare sempre con una candela accesa nella stanza, anche se è pieno giorno; se optate per il take away dovete avere a portata di mano anche colla, carta, biro e carta abrasiva. Per semplicità mettiamo che abbiate optato per una scatolina di tic tac. Con la carta abrasiva grattate le etichette fino a far scomparire tutte le scritte, se vi viene un bel lavoro basta così altrimenti rifate con la carta nuove etichette e incollatecele. Pensate a quello che volete dalle vostre mentine magiche, tanto per darvi un'idea si può spaziare un po' ovunque: pastiglie ringiovanenti.... caramelle per il mal di testa.... capsule per sogni premonitori... quello che vi va, ma cercate di rimanere nell'ambito del plausibile altrimenti rischiate di inficiare il tutto fin dall'inizio con la vostra stessa incredulità, non fate, per esempio, pasticche per volare, perché difficilmente vi verranno ben funzionanti. Pronta la scatoletta datele un bel nome di fantasia e riportatelo in etichetta il più artisticamente vi riesca, vi potete sbizzarrire con colori e stili, tanto il controllore non passa. Sempre a titolo d'esempio io ho chiamato "Renova" le mie caramelline antirughe. Poi tocca al bugiardino, il foglietto illustrativo che si trova in ogni medicinale, anche in quelli da banco; fate della misura giusta e scrivetelo proprio come un vero bugiardino, se avete in casa un medicinale qualunque (e qualcosa avete di sicuro) scopiazzatelo nella forma e nell'ordine delle voci: nome del medicinale, principio attivo, eccipienti (qua ci potete mettere: magia, fantasia, potere degli dei, quello che vi pare)dosaggio, effetti collaterali, data di scadenza e anche stabilimento di produzione, insomma più particolari mettete e più lavoro e concentrazione vi richiederà, più vi riverserete inconsciamente il vostro volere e la vostra energia. Finito il lavoro posatevi sopra una stoffa pulita e appoggiate sul tutto la candela. Se è ormai la notte di Ognissanti lasciatecela accesa a consumarcisi sopra altrimenti rimandate. Prima di andarvene a nannozza lasciando ardere il tutto (occhio alla sicurezza: materiale ignifugo sotto al tutto e candela sul porta candele o un piattino al di sopra del preparato galenico in questione)entrate in meditazione (o invocate gli dei, o qualunque altra cosa siate abituate a fare) visualizzando la barriera tra i mondi che si apre e il vostro prodotto che va ad assumere tutte le proprietà che gli avete affibbiato. Conservatelo, fino alla data di scadenza che gli avete dato, in luogo accessibile solo a voi e al riparo dalla luce. Usatelo a seconda della sua "posologia" Una dritta sull'efficacia: smettete di chiamarle caramelle fin da subito e chiamatele solo col nome che gli avrete dato. Buon Ognissanti.

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